Sulla legittimazione dei progettisti ad impugnare i provvedimenti emessi sui propri progetti edilizi di Chiara Gandolfi

1. Della legittimazione del progettista ad impugnare provvedimenti amministrativi relativi ad interventi edilizi, la giurisprudenza si è occupata in molte occasioni pronunciandosi, nella maggior parte dei casi, in termini di inammissibilità del ricorso. Questo indirizzo(1) ha generalmente escluso la legittimazione processuale del progettista ritenendo che tra i titolari di un interesse legittimo differenziato all’impugnazione del titolo edilizio non rientri il progettista, che sarebbe invece titolare di un mero interesse semplice, o di fatto, alla realizzazione dell’opera secondo il progetto. 

L’altezza media degli edifici preesistenti e circostanti. Note critiche sulla definizione tralatizia di un ambiguo parametro urbanistico-edilizio  di Benedetto Graziosi

Sommario: 1. Standard, parametri urbanistico-edilizi nella L. 16.8.1967 n. 765 e nel D.I. n. 1448/1968 ieri e oggi (cenni). 2. I limiti di altezza nella zona B per le norme del D.I. e per le omologhe norme locali. 3. Gli edifici “circostanti” secondo il D.I. e secondo le norme locali. 4. Natura urbanistica del parametro attinente alla densità territoriale e non  al rapporto fondiario. 5. Rigidità della zonizzazione B e sua disapplicazione e caducazione del limite “inderogabile”. 6. Limiti quantitativi di edificabilità e tutela reale.

Diritto urbanistico e “Associazioni di Promozione Sociale” di Silva Gotti

1. La modificazione dell’art. 16 della legge emiliano romagnola sulle “associazioni di promozione sociale” (l.r. n. 34 del 2002) da parte dell’art.52 della nuova legge regionale sull’edilizia (l.r. 15 del 2013) fornisce l’occasione per soffermarsi sugli effetti di disposizioni che, quasi inavvertitamente, finiscono per sovvertire i principi generali in materia di pianificazione urbanistica.

Più di altri interventi normativi che, al contrario, sono stati accolti con grande clamore. Si pensi soltanto agli istituti della perequazione, agli accordi di pianificazione e alla mole di dibattiti e di interventi che hanno provocato. 

Gli interventi edilizi nelle sale da gioco di Domenico Lavermicocca Bologna

1. L’art. 4 della legge regionale 30 aprile 2015, n. 2, entrata in vigore il 1 maggio 2015, ha aggiunto i commi da 3 bis a 3 quinquies all’art. 6 della Legge regionale 4 luglio 2013, n. 5, recante “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”, con la finalità di prevenzione, riduzione del rischio e contrasto alla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, anche in osservanza delle indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità ed a quelle della commissione europea sui rischi del gioco d’azzardo.

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